venerdì 14 dicembre 2012

Avvento 2012. Domenica la visita di Benedetto XVI alla parrocchia romana di San Patrizio al Colle Prenestino. Ad accoglierlo le giovani coppie con bambini battezzati nel corso dell'anno. Don Fasciani: siamo il punto di riferimento della zona

Per Papa Benedetto XVI sarà come vivere un’anticipazione del presepe vivente. Domenica il Santo Padre visiterà la parrocchia romana di San Patrizio al Colle Prenestino e sarà accolto da giovani coppie con bambini battezzati nel 2012, che lo attenderanno, verso le 9.30, nella zona posteriore dell’oratorio. Alle 10.00 il Pontefice presiederà la Messa e, dopo aver incontrato brevemente i sacerdoti della parrocchia e della prefettura, si fermerà qualche minuto nella cappella feriale insieme agli anziani e agli ammalati. "La demografia del quartiere, abitato da circa 7-8 mila persone, è piuttosto mista", spiega il parroco don FabioFasciani, sacerdote romano di 42 anni, da tre alla guida della comunità di San Patrizio, nel quartiere Colle Prenestino, zona est della Capitale. "Ci sono molti anziani - prosegue don Fasciani - per lo più ex artigiani, ma anche coppie giovani con bambini. Infatti celebriamo circa cinquanta battesimi all’anno. La zona è abitata in prevalenza da famiglie italiane, con pochi romeni e qualche cinese". Il quartiere, per lo più di case a un piano, costruite, "di nascosto, durante la notte", sull’onda dell’abusivismo edilizio degli anni ’70 e ’80, si è sviluppato senza un piano regolatore che prevedesse piazze o luoghi di incontro. "La parrocchia è l’unico, vero punto di riferimento del quartiere - spiega ancora il parroco, subentrato nel settembre del 2009 a don Arnaldo D’Innocenzo, primo parroco della comunità nata nel 1973 - perché qui non ci sono altre strutture o servizi. Solo nel 2011 hanno costruito un parco accanto alla parrocchia. E così i ragazzi del quartiere vengono qui per incontrarsi". La parrocchia è aperta e frequentata tutti i giorni. La domenica il campo di calcetto dell’oratorio registra il numero maggiore di ingressi, durante la settimana invece ospita gli allenamenti della squadra parrocchiale, l’Associazione San Patrizio. L’accoglienza e la ricezione sono preludio all’evangelizzazione. "Il lunedì - elenca il parroco - si incontra il gruppo di 25-30 persone che animano la Messa domenicale, con l’attenzione alle letture della domenica. Il martedì sera si incontrano le venti persone del 'Laboratorio della fede', che quest’anno riflettono sulla preghiera del 'Credo'". Importante il seguito delle catechesi pre-sacramentali. Una ventina di coppie l’anno seguono il corso pre-matrimoniale, una quindicina di ragazzi del "dopo cresima" partecipa al corso per allievi catechisti, un centinaio di ragazzi segue il cammino triennale che conduce alla confermazione, e un’ottantina di bambini è iscritta ai due anni di catechismo che preparano alla comunione. "Ogni giovedì sera - aggiunge don Fasciani, che ricorda la sua amicizia con gli altri due 'don Fabio' dei Dieci comandamenti, Rosini e Pieroni - la parrocchia accoglie un’ottantina di persone che stanno seguendo il percorso catechetico dei Dieci comandamenti, giunto al 3° ciclo in questa parrocchia. Chi lo segue è molto soddisfatto, tanto che poi molti rimangono a collaborare in parrocchia". "Ho seguito la catechesi dei Dieci comandamenti nel 2010/2011 - spiega Paola Verticchio, direttore amministrativo della Procura della Repubblica di Tivoli - e ora, insieme con mio marito, sono catechista dei ragazzi che si preparano alla cresima. Faccio parte del coro e del gruppo di animazione della Messa domenicale". "Per accogliere il Papa, domenica, e animare la Messa, il coro di San Patrizio è diventato polifonico. Il numero ordinario di elementi è cresciuto a 50, accompagnato da 4-5 chitarre. Abbiamo perfino raddoppiato il numero di prove settimanali. I Dieci comandamenti danno a ciascuno una seconda possibilità, facendolo sentire amato dal Signore. È un’esperienza - conclude Verticchio - che mi porto dentro quando lavoro e ho a che fare con carcerati e tossicodipendenti: voglio che, attraverso la mia voce, calda e comprensiva, possano sentirsi rispettati".

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