martedì 20 novembre 2012

'L'infanzia di Gesù'. La presentazione: da Benedetto XVI un grande coraggio e una grande passione. Il racconto non è finito là, in quel contesto storico. Perché c’è un bambino non vuol dire che si tratta di retorica sentimentale

Il libro del Papa "L’infanzia di Gesù" è stato presentato questa mattina nella Sala Pio X, in Vaticano. Alla conferenza stampa, presieduta da padre Federico Lombardi, sono intervenuti il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio della Cultura e la teologa brasiliana, Maria Clara Bingemer. Con loro anche don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana e Paolo Mieli, presidente di RCS libri. Benedetto XVI ha "mantenuto la promessa" e ha regalato a tutto il popolo di Dio un dono prezioso di fede e cultura. Nella conferenza stampa, tutti i relatori hanno messo l’accento sullo straordinario sforzo che Joseph Ratzinger ha compiuto per completare la trilogia sulla vita di Gesù di Nazaret. Un’opera iniziata otto anni fa e che il Papa ha portato avanti con intensità, nella consapevolezza che fosse un’urgenza per tutti i fedeli. La riflessione di padre Lombardi: “Solo un grande coraggio e una grande passione potevano permettere di arrivare in porto in anni in cui gli impegni del governo della Chiesa universale sono così grandi. Per molti di noi, che il Papa vi sia riuscito ha dell’incredibile e suscita grande ammirazione e grandissima gratitudine. Il piccolo libro, oggi, è nelle nostre mani: forse è piccolo fisicamente, ma non così piccolo come significato”.
Il card. Gianfranco Ravasi ha così “riletto” il libro di Benedetto XVI secondo delle chiavi di lettura come il binomio storia-fede e autore-lettore. Il porporato ha innanzitutto evidenziato che i Vangeli dell’infanzia di Gesù non sono solo un testo informativo, ma performativo. E’ un libro, quello del Papa, che ci coinvolge perché si confronta con una storia sempre attuale: “Io penso al grido delle madri nella strage degli innocenti, che è un grido perenne, perpetuo. E' un grido universale, che risuona ancora ai nostri giorni. Muoiono i bambini a Gaza e il grido delle madri è il continuo grido...Vedete, il racconto non è finito là, in quel contesto storico”. Questo libro, ha poi aggiunto, pur concentrandosi sull’infanzia di Gesù non si può ridurre ad una semplice strenna natalizia: “Perché c’è un bambino non vuol dire che si tratta di retorica sentimentale; incartare questo libro e queste pagine nella carta per i regali natalizi, con le stelline... No, è un libro: le pagine dei Vangeli dell’infanzia sono per adulti, adulti nella fede”. Del resto, ha concluso Ravasi, il libro sull’infanzia di Gesù ha il pregio di poter essere letto da tutti. Un libro chiaro e scritto con grande umiltà: “Ecco, questo libro non ha quell’autoreferenzialità oracolare esoterica che hanno certe pagine teologiche o filosofiche illeggibili. Benedetto XVI ha messo in pratica quello che un filosofo importante del linguaggio del secolo scorso ha dichiarato, ma non ha mai messo in pratica: tutto quello che si può dire, si può dire chiaramente”.
Sulla dimensione del dono che questo libro rappresenta per tutti i fedeli, e invero anche per i non credenti, si è soffermata la teologa Maria Clara Bingemer: “Il Papa ci invita dunque, attraverso il suo libro, ad aprire uno spazio. Preparandoci a celebrare la grande festa del Natale, questo libro può aiutarci in modo molto profondo ad aprire in noi uno spazio affinché il Salvatore possa nascere e manifestarsi, in un mondo come il nostro che ha tanto bisogno del suo Vangelo”. E’ stata dunque la volta del direttore della LEV, don Giuseppe Costa, che ha ricordato il grande impegno editoriale che tutta l’opera di Ratzinger su Gesù ha rappresentato. Quindi, ha offerto un suo pensiero sul significato più profondo di questo volume: “In questo libro troviamo con il mattino di Gesù e di Maria, anche quello della nostra fede”. Dal canto suo, Paolo Mieli ha affermato che questo volume non è solo l’opera di un Papa ma anche di un uomo, come Joseph Ratzinger, che è tra le figure più importanti della cultura europea. Quindi, il presidente della Rizzoli ha indicato in Maria la figura fondamentale del libro assieme al Suo bambino: “E’ singolare, perché al centro c'è la figura di un bambino e di una donna. E’ un libro sulla donna: tutta la parte di Maria che riceve l’Annunciazione, la libertà di Maria, quello è un punto importantissimo: di accettare, di partecipare, di farsi protagonista della nascita di Gesù”. Padre Lombardi ha, quindi, concluso la conferenza stampa citando il cardinale Carlo Maria Martini riguardo al primo libro su Gesù di Joseph Ratzinger. Un libro, aveva scritto l’arcivescovo di Milano, che gli aveva dato gioia nella lettura. Di qui, l’augurio di padre Lombardi: “Auguriamo grande gioia nel leggere questi volumi e in particolare questo, che ci prepara al Natale”.
 
Radio Vaticana